Come investire in ETF a zero commissioni

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5 min

Grazie agli ETF, come sappiamo, è possibile investire anche poche centinaia di Euro sui mercati finanziari e ottenere un’esposizione su un elevatissimo numero di strumenti finanziari, come azioni ed obbligazioni, senza dover acquistarli singolarmente. Possiamo certamente affermare che gli ETF abbiano democratizzato la finanza, rendendo il mondo degli investimenti accessibile anche a chi non sia in grado di condurre una analisi fondamentale delle aziende o comprendere il funzionamento degli altri strumenti finanziari in circolazione.

Gli ETFs sono anche famosi per essere molto economici, rispetto ai loro “cugini” fondi comuni di investimento i cui costi pagati dagli investitori (in maniera molto poco trasparente perchè è come se venissero “addebitati” sul valore della quota che acquisti), devono quasi esclusivamente remunerare chi colloca tali strumenti (pensa al classico promotore finanziario “della porta accanto”). Per farti fare un’idea, mentre un fondo comune azionario può arrivare a costare oltre il 2%, un ETF esposto su un sottostante quasi identico costa in media lo 0,3%.

Tuttavia, mentre un fondo comune di investimento non prevede costi di negoziazione (se non limitatamente alle commissioni di ingresso), i broker solitamente addebitano ai loro clienti commissioni per eseguire gli ordini di acquisto e vendita degli ETF.

Queste commissioni spesso arrivano ad incidere cospicuamente sull’importo dell’investimento, soprattutto se di piccolo importo e spalmato nel lungo periodo. Oltretutto, per ottenere una buona diversificazione, non basta inserire 1-2 ETF in portafoglio, ma anche 5-6, con il conseguente aumento delle commissioni di negoziazione a carico dell’investitore (che diventano mensili se si effettua un PAC, piano di accumulo del capitale).

Alcuni broker arrivano a chiedere ben 19€ per ogni ordine, motivo per cui per acquistare 5 ETF si arriverebbe a sborsare ben 95€ di commissioni! Se l’investimento mensile fosse limitato a 500€, le commissioni inciderebbero per il 19%, decisamente troppo, considerando che andrebbe ad erodere la performance anche di 3 anni (immaginando una performance media tra il 6-7% all’anno).

Altri broker, invece, addebitano una commissione in % del controvalore dell’ordine, che talvolta può arrivare allo 0,4% (40 punti base per intenderci), e senza alcun limite superiore. Dunque, se investissi 100’000€ pagheresti ben 400€ 

Come fare allora se una persona vuole investire poche centinaia di Euro al mese e non vuole far guadagnare esclusivamente il proprio broker?

Dopo aver provato diverse piattaforme, ho scoperto che eToro permette di investire in ETF senza addebitare commissioni di alcun tipo, se non un piccolo spread che si aggira sullo 0,1% del valore dell’investimento.

Si tratta di un Broker storico, operativo ormai dal 2007, e che dispone di specifiche autorizzazioni per poter operare in Unione Europea e dunque anche in Italia, in conformità con l’ultimo regolamento europeo MiFid che disciplina i mercati finanziari. Personalmente lo utilizzo regolarmente da 4 anni e non ho mai avuto alcun tipo di problema.

C’è da dire che su questa piattaforma non sempre si apre una posizione sul sottostante (ovvero si detiene fisicamente un ETF), bensì si acquista un CFD, ovvero uno strumento finanziario il cui valore segue perfettamente quello dell’ETF prescelto. In quest’ultimo caso, è anche possibile selezionare leva 1, in modo da non esporci a rischi ulteriori e non pagare i costi di overnight.

Per completezza, puoi trovare qui un elenco completo degli ETF presenti su eToro, tra cui spiccano molti ETF non accessibili a noi investitori retail europei in quanto “non armonizzati”, ma dal momento che sono offerti sottoforma di CFD è possibile aprire una posizione su di essi. Clicca qui per visualizzare l’elenco completo degli ETF offerti da eToro.

Facendo i conti in tasca, investendo 300€ al mese, arriveresti a spendere circa 30 centesimi in spread su eToro, a prescindere dal numero di ETF che decidi di mettere in portafoglio (e come ricordavo poc’anzi, 2-3 ETF potrebbero non essere sufficienti per raggiungere una completa diversificazione in termini di asset class, mercati geografici, valute, settori, dimensioni delle aziende, ecc.).

Come investire in ETF su eToro

Il primo step per iniziare ad investire in ETF su eToro è registrarsi sulla piattaforma. Per poter procedere sul sito italiano che è riconosciuto in Italia dalla Consob, puoi procedere tramite questo link. Ti verrà chiesto di caricare la fotocopia della tua carta di identità, un documento per verificare il tuo indirizzo (l’estratto conto o la fotocopia di una bolletta vanno benissimo) e di verificare il tuo numero di telefono, e in 10 minuti sarai pronto.

Nota bene: questo tutorial non vuole invitarti ad investire, bensì ha valenza esclusivamente didattica, in modo da non commettere errori che potrebbero farti perdere tempo. 

Lo step successivo è quello di effettuare un deposito, che può avvenire attraverso diversi metodi , tra cui spiccano:

  • bonifico bancario: l’accredito avviene solitamente entro 2 giorni e l’importo minimo è di 500$;
  • Paypal: accredito immediato e l’importo minimo è di 50$;
  • Carta di credito/debito/prepagata: accredito immediato e l’importo minimo è di 50$.

Una volta effettuato il deposito sei finalmente pronto/a per partire.  Ti basta andare nella sezione “CERCA” e selezionare nella schermata che ti si apre “ETF”.

Qui troverai l’elenco degli oltre 200 ETFs che è possibile trovare su eToro. Per cercare quelli in cui si investe nel sottostante e non si compra un CFD, ti basta cercare nella tab di ricerca “UCITS”.

Immaginando di voler acquistare delle quote dell’ETF che replica l’S&P 500 offerto da SPDR, ricordati di cliccare nel tab che ti si apre su “INVESTI” e poi su “ORDINE” per poter scegliere il prezzo a cui eToro eseguirà l’ordine e il numero di quote che ti interessa acquistare, cliccando prima su “UNITA'”.

A questo punto, elimina eventuali stop loss (un ordine che viene eseguito automaticamente al raggiungimento di una determinata perdita potenziale) e Take Profit (un ordine che viene eseguito automaticamente al raggiungimento di un determinato guadagno, appunto per prendere il profitto), ed assicurati che la leva sia impostata su 1, in questo modo sarà assente.

Nel mio caso era impostato di default un ordine di Take Profit, che puoi rimuovere cliccando sul testo “TAKE PROFIT” e poi su “No TP”.

Una volta fatto, clicca su “IMPOSTA ORDINE” e potrai vedere gli ordini che sono in attesa di essere eseguiti nella sezione “Portafoglio”.

Per poter vendere, invece, ti basta selezionare lo strumento nel tuo portafoglio, e poi sulla “S” che sta per “Sell”, e poi, esattamente come abbiamo fatto per l’acquisto, selezionare prezzo e quantità di quote da vendere

Prelievo da eToro e aspetti fiscali

Nella mia carriera da investitore ho avuto a che fare con piattaforme davvero poco comprensibili e contorte (al punto da arrivare a preferire i tempi in cui gli ordini dovevo farli al telefono perchè i computer erano molto poco diffusi), e posso certamente affermare che eToro abbia negli ultimi anni fatto grandi balzi in avanti. Da che mi sono registrato per la prima volta nel 2014 ho notato un netto miglioramento anche nell’assistenza clienti e nella velocità dei prelievi.

Chiaramente si tratta di una piattaforma riconosciuta dalla Consob e in linea con l’ultimo regolamento europeo volto alla tutela degli investitori retail, sto parlando del famoso MiFid II.  Pertanto, l’unico rischio che si corre utilizzando tale piattaforma è non essere a conoscenza di come si investa per il lungo periodo in ETF o azioni, affidandosi al sentito dire o all’influencer di turno!

Per quanto riguarda gli aspetti fiscali, essendo eToro un conto trading in regime dichiarativo, dovrai essere tu ad effettuare autonomamente la dichiarazione dei profitti generati dalle tue operazioni.  Il principale vantaggio del regime dichiarativo è che su eventuali operazioni chiuse in profitto non ci viene dedotta subito ed automaticamente la ritenuta fiscale, ergo potremo reinvestire tali soldi per farli fruttare da quel momento fino a quando andremo a pagare le tasse a giugno dell’anno successivo. 

Esistono diversi commercialisti online che per poche decine di Euro ti possono aiutare con la dichiarazione dei profitti generati con eToro, tra cui ti segnalo Tassetrading.it. Affidandoti a loro non dovrai preoccuparti di niente, se non a fornirgli un report che trovi a fine anno nella sezione “portafoglio” su eToro.

Per effettuare il prelievo, l’importo minimo prelevabile è di 30$ ed il metodo di pagamento sarà lo stesso di quello che hai utilizzato per effettuare i versamenti. Per quanto concerne i tempi, come dicevo, sono migliorati nel corso degli anni, e attualmente ci vogliono circa 2 giorni lavorativi. Per poter procedere, trovi in bella vista il pulsante “Prelevare fondi” e successivamente dovrai selezionare l’importo. Nota bene: eToro addebita una commissione di 5$ sui prelievi, a prescindere dall’importo che ti interessa farti inviare.

Investire in ETF

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