Come investire nelle Criptovalute Emergenti nel 2022

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3 min

Come comprare Bitcoin? Come investire in criptovalute? Come scegliere quali inserire in portafoglio? Queste sono alcune delle domande più ricorrenti che ricevo giornalmente. Per chi non mi conosce sono The Investment Boss (il nome sembra pretenzioso lo so, ma in realtà sono molto alla mano) e gestisco una pagina Instagram sui mercati finanziari con focus su ETF, criptovalute e mercati azionari. Sono un investitore in criptovalute dal 2017 (vedi, potevo fare il figo e dire che investivo in Bitcoin dal 2013) ma soltanto negli ultimi mesi ho riscontrato un forte interesse da parte della community sul mondo delle criptovalute.

Del resto il mondo sta cambiando, i mercati stanno cambiando e così dovrebbero fare i nostri portafogli, basti pensare a quanto rendimento hanno perso i nostri genitori ancora legati a strumenti a replica attiva come gli hedge fund con all’interno percentuali mostruose di obbligazioni, titoli essenzialmente finanziari o value e commissioni annue ridicole. Personalmente sono sempre più convinto che investire una percentuale compresa tra il 5% ed il 10% del portafoglio in criptovalute ed in generale nella blockchain (attraverso un ETF) sia un’ottima scelta in termini di asset allocation. Ho deciso quindi di creare una guida “pratica” su come muovere i primi passi in questo mondo così ricco di opportunità (ma assolutamente non esente da rischi).

Questa non è la solita guida tutta teoria e niente pratica, se non sai cos’è una criptovaluta fai prima ad andare su Wikipedia, qui non troverai la risposta. In questa sede infatti, vedremo in modo pratico come diventare un investitore in cripto, imparando prima a selezionare le criptovalute più promettenti, e poi andremo a vedere come andare ad investire nella pratica.

Piccolo spoiler: ti mostrerò come sia possibile investire in indici di criptovalute, esattamente come facciamo con gli ETF per le azioni, per cui leggi l’articolo con estrema attenzione e salva il link tra i preferiti.

Ovviamente la seguente guida è stata redatta per fini prettamente informativi e non costituisce in alcun forma sollecitazione all’investimento. Ogni lettore deve considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti e per l’uso che fa delle informazioni contenute in questo articolo.

Registrazione e deposito

Per investire in criptovalute e allo stesso tempo risparmiare in commissioni personalmente utilizzo un Broker che, a differenza di quelli che offrono esclusivamente criptovalute, dispone di un’autorizzazione per poter operare legalmente in Unione Europea e dunque in Italia: sto parlando di eToro.

Il primo step per iniziare ad investire in criptovalute su eToro è registrarsi sulla piattaforma. Per poter procedere sul sito italiano che è riconosciuto in Italia dalla Consob, puoi procedere tramite questo link. Ti verrà chiesto di caricare la fotocopia della tua carta di identità, un documento per verificare il tuo indirizzo (l’estratto conto o la fotocopia di una bolletta vanno benissimo) e di verificare il tuo numero di telefono, e in 10 minuti sarai pronto.

Lo step successivo è quello di effettuare un deposito, che può avvenire attraverso diversi metodi , tra cui ti segnalo:

  • bonifico bancario: l’accredito avviene solitamente entro 2 giorni e l’importo minimo è di 500$;
  • Paypal: accredito immediato e l’importo minimo è di 50$;
  • Carta di credito/debito/prepagata: accredito immediato e l’importo minimo è di 50$.

Investire in indici di Criptovalute

Tra le funzioni più interessanti su eToro è quella che permette di investire in indici di criptovalute, in modo da diversificare l’investimento e ridurre il rischio che correremmo se investissimo solo in pochi asset.

Tra i vantaggi di questa tipologia di investimento in criptovalute, è importante sottolineare:

  • risparmio di tempo: non dovrai acquistare decine di criptovalute una ad una e ribilanciare periodicamente il portafoglio, di queste cose si preoccupa eToro al posto nostro;
  • risparmio di soldi: effettuare numerose operazioni comporta il pagamento di elevati costi di transazione, che potrebbero incidere molto sul nostro capitale se questo è basso. 

 

Sempre collegato al risparmio di soldi, considera che eToro non applica management fees (che nel caso degli ETN con sottostante criptovalute possono arrivare al 2.5% annuo), se non un piccolo spread di circa lo 0,07% quando apri la posizione.

Ogni indice ha caratteristiche diverse, sia in termini di criptovalute che lo compongono, sia in termini di ponderazione, ovverosia il peso che ciascuna criptovaluta ha nell’indice. Il peso può essere o equamente distribuito tra gli asset che compongono l’indice, o ponderato alla capitalizzazione di ciascuna criptovaluta rispetto al totale. Alcuni degli indici crypto offerti da eToro agli investitori italiani sono:

  • DeFi Portfolio: Offre esposizione ad un portafoglio di criptovalute che sono alla base del funzionamento dei maggiori protocolli di finanza decentralizzata, tra cui non può mancare Ethereum, AAVE, Compound, Uniswap, ecc;
  • Crypto Portfolio: Offre esposizione alle maggiori 20 criptovalute il cui peso in portafoglio è ponderato alla capitalizzazione;
  • Crypto Currency: Offre esposizione alle maggiori due criptovalute, Bitcoin ed Ethereum, questa volta ponderate per capitalizzazione;
  • Balanced Crypto: Offre pari esposizione a 23 criptovalute, tra cui Bitcoin, Ethereum, Chainlink, Polygon, Enjin, yearn.finance.
 
 
Per poter verificare il sottostante di ciascun indice, così come le performance passate, clicca sul logo dell’indice, poi su “Portafoglio” e successivamente in basso su “mostra di più”.  Adesso troverai l’elenco di tutte le criptovalute nell’indice e il relativo fattore di ponderazione.

Nella sezione statistiche, invece, trovi un’interessante tabella con le perfomance dell’indice suddivise mese per mese, e poi al lato trovi quelle annuali. Ovviamente, ricorda che le performance passate non sono indicative di quelle future, ma penso sia utile guardare a quelle negative per capire se siamo in grado di sopportare psicologicamente una perdita simile e continuare a mantenere la posizione per il lungo periodo.

Per iniziare, una volta individuato il portafoglio di tuo interesse, ti basta cliccare su “INVESTI” e poi indicare l’importo che ti interessa allocare, non essendoci un quantitativo di “contratti” da acquistare. E’ anche possibile impostare uno stop loss, in modo che eToro smetta di replicare tale indice al raggiungimento di una determinata perdita.

Selezionare le Criptovalute emergenti

Se invece di investire in indici preferisci selezionare autonomamente le criptovalute da inserire in portafoglio, così come il loro peso, leggi attentamente questo paragrafo. Su eToro sono presenti le maggiori criptovalute, per cui non troverai le solite truffe di cui senti parlare dagli influencer, bensì solo progetti seri e sul mercato da tempo.

Ma come fare per selezionare le criptovalute che possono davvero emergere nel 2022?  Personalmente, non utilizzo l’analisi tecnica, bensì l’analisi fondamentale, che è volta ad individuare il valore intrinseco di un asset, in questo caso di una criptovaluta.

L’analisi fondamentale che svolgo si basa su tre step:

  1. Caratteristiche qualitative;
  2. Tokenomics;
  3. Analisi On-Chain;

Le caratteristiche qualitative che sono solito prendere in considerazione in un progetto Crypto sono:

  • Roadmap: è il percorso con tutte le milestone che sono abbinati ad una determinata fascia temporale. Bisogna valutare la fattibilità della roadmap, deve essere dettagliata, non troppo ambiziosa ma concreta. Valutare se le altre milestone sono state “rispettate” oppure disattese;
  • Whitepaper: i tratta di un documento formale che è volto ad informare il mercato sul problema che quella criptovaluta vuole risolvere e come lo vuole risolvere. Un whitepaper serio deve essere in inglese, deve avere un linguaggio tecnico e deve presentare opportuni use-cases del progetto. Solitamente sono scritti con un linguaggio molto tecnico, incomprensibile ai più, motivo per cui in rete è possibile trovare delle spiegazioni semplificate e alla portata di tutti del Whitepaper che ci interessa;
  • Team: è molto importante valutare se i membri del team sono pubblici oppure se hanno preferito non rivelare la propria identità (che potrebbe essere un mezzo campanello di allarme per i motivi che possiamo immaginare). Se i membri del Team sono pubblici, vado a studiarmi i loro profili Linkedin per capire se hanno adeguate conoscenze o esperienze pregresse in ambito blockchain e se hanno in passato ottenuto risultati considerevoli;
  • Sito Web: il mio focus in questo caso è valutare se il sito non sia promozionale (ovvero rivolto a come comprare il token), bensì fornisca informativa adeguata agli sviluppatori che sono interessati a sviluppare sulla piattaforma in questione, oppure a chi vuole utilizzarla come utente finale se si tratta ad esempio di un protocollo DeFi;
  • Time on Market: Maggiore è il time on market (ovvero il periodo di tempo che intercorre dalla data di lancio del progetto), maggiore è l’affidabilità del progetto, perchè evidentemente ha un track record ed ha conseguito dei risultati che le hanno consentito di non morire
  • Audit: si tratta di verifiche effettuate da società di revisione in ambito blockchain che giudicano se lo smart contract o la blockchain su cui è basata la criptovaluta sono sicure oppure c’è il rischio di exploit che possono minare alla stabilità del progetto.
  • Partnerships: Le partnership sono il segno più evidente di una maggiore adoption del progetto, soprattutto se strette con aziende rilevanti nel settore di riferimento
  • Contenuti social: preferisco che siano per niente niente promozionali o concentrati sulla price action, bensì siano volti ad aggiornare la community sui progressi effettuati dal Team in termini di sviluppo;
  • Listing sui principali CEX: I crypto Exchange principali effettuano stringenti controlli sui progetti crypto prima di listarli, in modo da non rovinare la propria immagine abilitando al trading criptovalute senza valore o potenziali truffe. Inoltre, richiedono tariffe molto elevate (anche 10-20 BTC) per poter essere listati, e dunque non alla portata di progetti senza le giuste fondamenta.

Per quanto concerne la tokenomics, ovvero l’economia che è stata creata tramite il lancio della criptovaluta, è importante guardare al lato della domanda e al lato dell’offerta. Dal lato dell’offerta, è importante valutare:

  • Supply: maggiore è l’offerta e più, a parità di domanda, il prezzo salirà meno facilmente. Questo perchè la criptovaluta in questione sarà più facile da reperire. Inoltre, bisogna considerare che alcune criptovalute hanno un tetto alla supply, altre invece no. Per scoprire la supply facciamo riferimento a CoinmarketCap;
  • Tasso di aumento/crescita della supply: per lo stesso ragionamento visto sopra, se la criptovaluta è deflazionaria (a parità di domanda) si apprezzerà, mentre se è inflazionaria (a parità di domanda) si deprezzerà. Proprio per questo, è necessario comprendere i meccanismi di minting/burning studiando il progetto (tramite quale meccanismo vengono creati e bruciati i token?), ma anche effettuando una analisi on-chain. Per comprendere la politica monetaria della Coin, è possibile effettuare una analisi on chain o studiare il whitepaper.
  • Distribuzione dei token: è importante guardare che percentuale della supply circolante (e non della supply complessiva, a causa dei burn, ora ti spiego perchè) è attualmente detenuta dal Team e dalle famose whales. Più la distribuzione è concentrata in poche mani, più il mercato di quella determinata criptovaluta è suscettibile a manipolazioni. Per poter consultare la distribuzione del Token, possiamo effettuare una analisi on chain.

Dal lato della domanda, mi concentro su quelli che sono gli incentivi a non vendere: cosa porta le persone a decidere di holdare per il medio/lungo periodo questa particolare criptovaluta e non a disfarsene dopo aver realizzato qualche gain? L’incentivo principale a non vendere sono gli use-cases, ovvero il modo con cui il progetto in sè è utile per noi e per gli altri (vedi ETH e De-Fi). Secondariamente, possiamo considerare alcuni incentivi a non vendere quali alti APY per lo staking e la possibilità di mettere a rendita tale coin su piattaforme di De-Fi e Ce-Fi. Un altro incentivo a non vendere sono le elevate transaction fees, e tipiche delle shitcoins sono le “tasse” per i “paper hands”.

Per i principianti un driver di domanda potrebbe essere quello del prezzo basso (es: coin con prezzi con diversi decimali). I creatori delle shitcoins usano questo bias per poter fare in modo che un inesperto:

  • con pochi Euro, possa acquistare una elevata quantità di criptovaluta;
  • paragoni il prezzo della coin con quello di Bitcoin o ETH, immaginando che possa raggiungere tali prezzi (astronomici in confronto), prima o poi.

In realtà, non c’è alcun ragionamento più sbagliato! Un ragionamento più corretto è quello di paragonare la capitalizzazione (prezzo di mercato * circulating supply) di due criptovalute, una più sviluppata ed una più agli albori, che si trovano all’interno dello stesso settore.

Il terzo step è l’analisi on-Chain, che è volta ad analizzare i dati provenienti dalla Blockchain per poter trarre importanti conclusioni sulla criptovaluta in questione. 

Esistono decine e decine di metriche che prendo in considerazione per effettuare un’analisi on chain, ma ti dico che utilizzo solitamente, un tool a pagamento, anche se è presente un’anteprima delle informazioni offerte a pagamento anche gratuitamente su Coinmarketcap, selezionando la criptovaluta di nostro interesse e andando nella sezione “Analytics”.

In questa schermata possiamo guardare due metriche importantissime a mio parere:

  1. Holders Making Money at Current Price: Questa metrica ci indica il volume di indirizzi, al prezzo odierno, attualmente in profitto (in the money), a break even (at the money), o in perdita (out the money), in base al prezzo medio ponderato di acquisto. Molto utile è vedere, al prezzo attuale, la percentuale degli indirizzi che è in-the-money ed out-of-the-money. Maggiore è la prima percentuale, più aumenti di prezzo non saranno controbilanciati a pressioni in vendita che potrebbero far perdere il “momentum” positivo alla price action;
  2. Holder’s Composition by Time Held: Questa metrica divide, ad oggi, gli holder in tre categorie: holders (detenzione > 1 anno), cruiser (detenzione 1-12 mesi) o trader (detenzione < 1 mese). Questa è davvero importantissima per aiutarci a comprendere l’orizzonte temporale degli holder: maggiore è la percentuale di holder di lungo periodo, meno volatile sarà il prezzo e oggetto di speculazione.

Acquistare singole Criptovalute

Sempre da eToro, dal menu principale clicca su “Cerca”, e poi nella schermata che appare fai click su “Criptovalute”. Successivamente, da “Visualizza Tutti” potrai visualizzare la lista completa delle criptovalute attualmente listate su eToro.

Una volta individuata la cripto che ti interessa, clicca sul suo logo e successivamente su “Investi”. Nella tab che ti si apre puoi alternativamente selezionare l’importo in dollari che vuoi investire o la quantità (siccome per le criptovalute, a differenza delle azioni e degli ETF, è possibile acquistare anche frazioni dell’unità).

Cliccando su “Investi” puoi selezionare il prezzo a cui verrà eseguito l’ordine, mentre cliccando su “Apri posizione” il trade verrà eseguito. 

Prelievo e aspetti fiscali

Per effettuare il prelievo, l’importo minimo prelevabile è di 30$ ed il metodo di pagamento sarà lo stesso di quello che hai utilizzato per effettuare i versamenti. Per quanto concerne i tempi, come dicevo, sono migliorati nel corso degli anni, e attualmente ci vogliono circa 2 giorni lavorativi. Per poter procedere, trovi in bella vista il pulsante “Prelevare fondi” e successivamente dovrai selezionare l’importo. Nota bene: eToro addebita una commissione di 5$ sui prelievi, a prescindere dall’importo che ti interessa farti inviare.

Nella mia carriera da investitore ho avuto a che fare con piattaforme davvero poco comprensibili e contorte (al punto da arrivare a preferire i tempi in cui gli ordini dovevo farli al telefono perchè i computer erano molto poco diffusi), e posso certamente affermare che eToro abbia negli ultimi anni fatto grandi balzi in avanti. Da che mi sono registrato per la prima volta nel 2014 ho notato un netto miglioramento anche nell’assistenza clienti e nella velocità dei prelievi.

Chiaramente si tratta di una piattaforma riconosciuta dalla Consob e in linea con l’ultimo regolamento europeo volto alla tutela degli investitori retail, sto parlando del famoso MiFid II.  Pertanto, l’unico rischio che si corre utilizzando tale piattaforma è non essere a conoscenza di come si investa per il lungo periodo in ETF o azioni, affidandosi al sentito dire o all’influencer di turno!

Per quanto riguarda gli aspetti fiscali, essendo eToro un conto trading in regime dichiarativo, dovrai essere tu ad effettuare autonomamente la dichiarazione dei profitti generati dalle tue operazioni.  Il principale vantaggio del regime dichiarativo è che su eventuali operazioni chiuse in profitto non ci viene dedotta subito ed automaticamente la ritenuta fiscale, ergo potremo reinvestire tali soldi per farli fruttare da quel momento fino a quando andremo a pagare le tasse a giugno dell’anno successivo. 

Esistono diversi commercialisti online che per poche decine di Euro ti possono aiutare con la dichiarazione dei profitti generati con eToro, tra cui ti segnalo Tassetrading.it. Affidandoti a loro non dovrai preoccuparti di niente, se non a fornirgli un report che trovi a fine anno nella sezione “portafoglio” su eToro.

Investire in ETF

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Grazie agli ETF, come sappiamo, è possibile investire anche poche centinaia di Euro sui mercati finanziari e ottenere un’esposizione su un elevatissimo numero di strumenti

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Da oggi sono aperte le registrazioni alla prova gratuita, cosa aspetti ad iscriverti?

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