Come Scegliere le migliori Azioni: un gioco a somma zero

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Una delle ricerche più popolari, in ambito finanziario, sui motori di ricerca è: Come scegliere le migliori azioni? O Quali azioni comprare oggi? 

Non mi dilungherò con preamboli inutili ma andrò dritto al punto: se utilizzi Google per scegliere gli asset in cui investire i tuoi soldi allora probabilmente è meglio che quei soldi non li investi affatto. Puoi farti una vacanza, comprarti un’auto nuova (o una bici, dipende dal budget) o, magari se hai un’azienda, puoi investirli in quella per far crescere il tuo business, del resto è quello che ti ha permesso di avere dei risparmi e, probabilmente, quello in cui sei bravo. Non regalare soldi ad altri investitori perché ricorda sempre che per ogni dollaro (o euro) che tu guadagni sui mercati, c’è sempre un robot o qualche poveraccio dall’altra parte del mondo (o magari proprio nel tuo stesso palazzo) che quell’euro l’ha perso. I mercati sono un gioco a somma zero, quantomeno nella maggior parte dei casi ma questa è un’altra storia…

Scegliere le migliori azioni, o strumenti finanziari azionari, non è una cosa per la quale vuoi affidarti ad un articolo di giornale, un blog o un post sui social ed ora ti spiego il perché: non esiste un asset buono per tutti. Per alcuni detenere o incrementare azioni Apple può essere la migliore scelta possibile, per altri può essere una buona scelta mentre per alcuni può essere addirittura una scelta controproducente. Ti chiederai come è possibile? Se, dopo aver fatto le tue belle analisi, aver utilizzato gli indicatori più appropriati per quella tipologia di società ed aver rilevato che con uno o due modelli finanziari di valutazione, l’attuale prezzo di mercato è inferiore al “fair value” del titolo di oltre il 20% – 30%, perché investire in una società del genere può addirittura essere una scelta sbagliata per il tuo portafoglio?

La risposta è in un’unica, semplice parola: “diversificazione”. Un portafoglio troppo esposto alle big cap americane, soprattutto se in ambito IT, avrà certamente dato grandi soddisfazioni negli ultimi anni ma esporsi ad un unico settore, un unico Paese, un’unica tipologia societaria e soprattutto ad un’unica valuta, è certamente l’utilizzo peggiore che un investitore possa fare dei propri soldi.

…e lo dice uno che non ha un approccio d’investimento moderato, anzi… Il mio approccio agli investimenti finanziari può essere definito in 3 parole: stress-free, pro-ciclico ed anche piuttosto speculativo. Cosa vuol dire?

Un investimento “stress-free” è un investimento in cui la maggior parte del lavoro la si fa in sede di analisi (ossia una volta ogni 60 – 90 giorni, anche se per onor del vero, le analisi possono richiedere anche 3 o 4 giorni). In questa sede si valutano gli investimenti partendo da un approccio verticale in cui prima si sceglie l’area geografica di riferimento, poi il settore, poi l’industria ed infine, qualora non si volesse optare per un investimento tramite ETF (in tal caso ci si dovrà fermare all’analisi di settore o al massimo a quella delle singole industrie) si dovrà procedere all’analisi delle migliori azioni in quella determinata industria (o, in senso lato, settore).

L’investimento in questo caso sarà “pro-ciclico” in quanto ci si andrà ad esporre a settori ed industrie che stanno registrando un miglior “momentum” rispetto alle altre e che potrebbero racchiudere una maggiore volatilità rispetto ad altri settori meno attenzionati dagli investitori con il risultato che se le cose vanno bene, e per fortuna, scegliendo asset validi, sono sempre andate bene (quantomeno negli ultimi 90 anni) allora il tuo portafoglio sovraperformerà il mercato ma, in caso di ripiegamenti di breve, che ci sono e ci saranno sempre, allora un po’ di sudarella alle mani ti potrà venire eccome…

Un investimento di questo tipo, è evidentemente piuttosto speculativo per via della maggiore volatilità implicita degli asset che andremo a selezionare ma non solo per questo. Il mio metodo d’investimento, sia per quanto riguarda il portafoglio principale, che quello “satellite” è piuttosto speculativo in quanto prevede una percentuale molto bassa, o in alcuni periodi come quello attuale, nulla, di strumenti a reddito fisso ossia obbligazioni ed addirittura società value ad alto dividendo.

Come primo articolo del blog, ritengo di averti già riempito la testa di informazioni e se come me, hai una soglia di attenzione bassa, allora è meglio continuare ad affrontare il tema stock-picking in un’altra sede, dandoti magari il tempo di metabolizzare le parole di questo sconosciuto che condivide online la propria conoscenza dei mercati finanziari ed ha anche la presunzione di definirsi The Investment Boss.

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