La DeFi prenderà il sopravvento sulla finanza tradizionale?

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Le stime dicono che i protocolli della finanza decentralizzata (DeFi) cresceranno nell’arco dei prossimi dieci anni fino a soppiantare le istituzioni finanziarie tradizionali. Quanto c’è di vero in tutto questo?

La finanza decentralizzata, detta anche DeFi, acronimo dell’espressione inglese Decentralized Finance, è data da un sistema di protocolli, in larghissima parte, appunto, decentralizzati, la cui funzione è quella di offrire diversi tipi di servizi finanziari in maniera autonoma e non centralizzata. Caratteristica tra le più salienti è il fatto che la Finanza Decentralizzata sfrutta la tecnologia blockchain per farlo.

Più sinteticamente possiamo dire che gli operatori della finanza decentralizzata cercano di ricreare in modo decentralizzato i servizi finanziari tradizionali, sfruttando appunto la blockchain.

Insomma, la DeFi offre prodotti e servizi molto simili a quelli della finanza bancaria, accessibili però esclusivamente via Internet. Ad esempio:

  • Asset fisici (metalli preziosi e valute) tokenizzati
  • Scambi di criptovalute
  • Pagamenti
  • Prestiti
  • Assicurazioni

Tra i servizi principali forniti dalla DeFi, sono i prestiti ed i crediti ad occupare un posto molto importante. La Finanza Decentralizzata si pone infatti l’obiettivo di rivoluzionare totalmente questo settore, attraverso l’uso dei cosiddetti smart contract e di un sistema decentralizzato che non prevede intermediari né determinati livelli di fiducia. Nella finanza tradizionale centralizzata, sono le banche a svolgere questa funzione di intermediari e a verificare le garanzie.  La Finanza Decentralizzata concede prestiti senza appoggiarsi agli istituti di credito tradizionali.

Allo stato attuale, il più grande protocollo di prestito DeFi è Compound. In Compound, sono la domanda e l’offerta che determinano i tassi di interesse e sia il creditore che il debitore hanno la possibilità di svincolarsi dal prestito in qualunque momento.

La finanza decentralizzata è caratterizzata inoltre dalla presenza di exchange decentralizzati, detti in breve DEX. Le transazioni effettuate su di essi sono gestite per mezzo di ledger su blockchain e sono caratterizzate dal fatto che si tratta di mercati privi di qualunque forma di controllo. Attualmente, i più importanti DEX operativi sono Uniswap, SushiSwap e Curve Finance che, da soli, hanno circa 4 miliardi di dollari USA di valore bloccato.

Sulle piattaforme di smart contract si può tokenizzare qualunque cosa, anche i contenuti multimediali: si tratta dei cosiddetti token non fungibili (NFT). Essi possono corrispondere ad opere d’arte o dell’intelletto, ma possono anche svolgere la funzione di garanzie collaterali per crediti e debiti, oppure essere utilizzati per sistemi di identità digitale

La De-Fi e la Finanza Tradizionale

Ma quale impatto ha tutto questo sulla finanza tradizionale?

L’innovazione digitale ha indubbiamente rivoluzionato e sta sempre più rivoluzionando moltissimi settori economici. In gran parte, però, i modelli di business alla base del sistema economico non sono ancora stati messi davvero in discussione. Il panorama economico mondiale, insieme al gioco della competizione e della concorrenza, è ancora saldamente dominato dalle grandi banche. 

A far sì che questo sia ancora un dato di fatto contribuiscono le normative vigenti, tutte orientate alla protezione della finanza tradizionale. Le banche sono considerate affidabili per la salvaguardia del denaro e hanno accesso a sistemi di garanzia dei depositi.  Le banche e le istituzioni finanziarie, in genere, detengono una fetta di potere enorme nel sistema finanziario attuale.  Sono loro gli intermediari che assicurano il buon funzionamento della rete finanziaria esistente.

Ma non si può non prevedere che la Finanza Decentralizzata costringerà necessariamente gli istituti finanziari e le banche a cambiare mentalità. Alcuni, ad onor del vero, stanno già reagendo e stanno avviando una sorta di transizione in questo senso, cominciando ad abilitare gli acquisti in criptovalute.

D’altro canto, la tecnologia della finanza decentralizzata ha in sé molte potenzialità e potrebbe addirittura fornire in alcuni casi garanzie sull’esecuzione delle transazioni per mezzo di software open-source, utilizzati in un ambiente pubblico; la blockchain, in quanto trasparente, sicura e non ingabbiata in complesse regolamentazioni, potrebbe costituire una risorsa preziosa per aprire nuovi mercati.

Il futuro della finanza decentralizzata non può che espandersi e le istituzioni finanziarie tradizionali, così come i singoli investitori, non possono ignorare questo enorme bacino di potenzialità.

Basti pensare che attualmente il valore totale bloccato della DeFi ammonta a circa 40 miliardi di dollari USA.  Dal 2019 al 2021 il valore degli smart contract collegati alla DeFi è aumentato di 5,9 milioni di dollari USA ed è passato da 2,1 milioni di dollari USA a 8 milioni.

Tutto questo ha portato a un aumento importantissimo della capitalizzazione di mercato dei token DeFi, ovvero di quei token legati alla finanza decentralizzata. Questa capitalizzazione ha già superato gli 80 miliardi di dollari USA.

Ma c’è molto di più nella Finanza Decentralizzata, che quando uscirà dalla sua nicchia avrà necessariamente un enorme impatto sulla vita quotidiana di chiunque.

Si potranno acquistare immobili per mezzo di mutui su una delle piattaforme DeFi, per esempio. Tutti gli atti collegati al prestito saranno tokenizzati e registrati su blockchain: in caso di inadempienza, senza l’intervento di istituti finanziari, avvocati o giudici, questi saranno trasferiti in via automatica al creditore che ha elargito il prestito. 

Insomma, non sappiamo quando e se la Finanza Decentralizzata soppianterà del tutto quella tradizionale o se ci sarà una integrazione tra le due forme di finanza, ma siamo certi che la DeFi non potrà non entrare nel sistema finanziario tradizionale in maniera prorompente. Stiamo già assistendo all’alba di quel giorno.

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